Associazione Diabetici della Provincia di Reggio Emilia

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Arteriopatia obliterante

Complicanze

Arteriopatia obliterante

L'arteriopatia obliterante cronica degli arti inferiori è una patologia steno-ostruttiva che interessa le arterie deputate all'irrorazione degli arti inferiori. La causa più frequente sono le placche aterosclerotiche che si formano attraverso numerose tappe cha vanno dalla formazione delle strie lipidiche e della placca fibrosa (stadio clinicamente silente) alla formazione della placca occlusiva (stadio della claudicatio) fino alla occlusione completa, rottura e trombosi (stadio della ischemia critica).
Il diabete mal compensato può peggiorare ed aggravare l'insorgenza di tali placche. L'arteriopatia obliterante cronica periferica, dal punto di vista clinico, si può classificare in quattro stadi (questa distinzione rappresenta la classica schematizzazione di Lèriche-Fontaine), anche se, oggi, si preferisce riunire il terzo e quarto stadio nell'unica dizione di "ischemia critica":

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stadio asintomatico; talora possono essere presenti delle parestesie. La diagnosi avviene soltanto attraverso l'effettuazione di procedure diagnostiche particolari.
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stadio "claudicatio intermittens". Il paziente riferisce che, durante la marcia, è costretto, dopo un intervallo più o meno lungo, a fermarsi. Poiché è portatore di un restringimento vascolare la quantità di sangue che affluisce agli arti inferiori è sufficiente in condizioni di base e diviene insufficiente sotto uno sforzo.
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stadio "stadio del dolore a riposo" è caratterizzato, invece, dalla presenza di dolore anche in condizioni di riposo e ciò avviene prevalentemente durante le ore notturne
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stadio "stadio delle lesioni trofiche" si caratterizza per l'insorgenza di necrosi, lesioni ulcerative o amputazioni, talora anche spontanee, a vari livelli del piede o della gamba. In questi casi praticamente è impedita l'irrorazione dei distretti più periferici.

La conferma assolutamente certa avviene, oggi, con l'esecuzione di un esame ecocolordoppler che ci consente di valutare la tipologia di lesione, la sua sede, l'entità della stenosi e la riduzione di flusso in periferia, nonché i differenti circuiti di compenso eventualmente attivati dal nostro organismo.


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