Associazione Diabetici della Provincia di Reggio Emilia

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Prevenzione nei centri commerciali

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Incontri con i cittadini nei centri commerciali
( Giacomo Pietranera)


A seguito di analoga iniziativa realizzata tra l'ottobre 2008 e il febbraio 2009, la S. O. S. di Diabetologia del Distretto di Reggio Emilia, in collaborazione con l'Associazione Diabetici della Provincia e la Coop Consumatori Nordest, ha tenuto incontri con i cittadini in tre centri commerciali di Reggio: sabato 17 aprile alla Canalina, sabato 15 maggio a Reggio Est, e sabato 5 giugno all'Ariosto.
Scopo dell'iniziativa la sensibilizzazione dei cittadini alle problematiche della malattia diabetica distribuendo materiale informativo e rispondendo alle domande dei presenti e un contributo alla diagnosi precoce della malattia (e quindi alla prevenzione delle complicanze)eseguendo controlli della glicemia e della Emoglobina Glicata.
Ciò in linea con le raccomandazioni della Federazione Internazionale del Diabete e dell'Organizzazione Mondiale della Sanità che hanno fi ssato in questi anni come tema della Giornata Mondiale la conoscenza della malattia e la sua prevenzione.
Hanno collaborato alla realizzazione dell'iniziativa oltre allo scrivente, la dr. Elisa Manicardi, le infermiere Rossella Ceci, Sara Pingani e Sonia Senese e i volontari dell'Associazione. Un ringraziamento particolare al Presidente dell'Associazione Raffaele Traino e al Consigliere Claudio Gazzotti.
Nel corso dei tre incontri abbiamo sottoposto a controllo n. 1.086 cittadini (n. 606 donne e n. 480 uomini) di età compresa tra 15 e 88 anni. Di questi n. 880 cittadini italiani e n 206 stranieri (n. 23 UE e n. 183 extra-UE).
Le nazionalità più rappresentate sono state leseguenti:
Extra-UE. Marocco n. 43, Albania n. 27, Egitto n. 16, Cina e India n. 11, Tunisia n. 10, Ucraina e Moldavia n. 8, Nigeria n. 7, Sri Lanka e Ghana n. 5, Russia n. 4, Senegal e Algeria n. 3. UE Romania n. 11, Polonia n. 5, Bulgaria e Spagna n. 2.
Tra i soggetti esaminati n. 13 diabetici noti seguiti presso i Servizi di Diabetologia della Provincia o in gestione integrata con il medico di medicina generale.
Sono stati individuati n. 19 nuovi casi di diabete di tipo 2 pari all' 1.75% della popolazione esaminata. In particolare: n. 12 soggetti di sesso maschile (di età rispettivamente: 46, 52, 55, 57, 66, 68, 69, 69, 74, 79, 80, 85 anni) e n. 7 soggetti
di sesso femminile (di età rispettivamente: 49, 51, 52, 61, 67, 72, 78 anni).
Per tutti questi soggetti è stata inviata comunicazione al medico di medicina generale per i provvedimenti di competenza. Tra i nuovi casi n. 4 sono risultati cittadini extracomunitari. Scomponendo i dati (anche se i numeri sono troppo piccoli per essere signifi cativi) risulta che la prevalenza di nuovi casi risulta dell'1.66% tra i cittadini comunitari (n. 15 su 903 soggetti), e del 2,19% tra i cittadini extracomunitari (n. 4 su 183 soggetti). Il dato risulta peraltro anche dalla nostra precedente indagine. I soggetti allora esaminati erano n. 1.026 ed avevamo individuato n. 32 nuovi casi di
diabete di tipo 2 pari al 3.12% del campione. Scorporando i dati la prevalenza di nuovi casi risultava tra i cittadini comunitari del 2.55% mentre saliva al 4.43% tra i cittadini extracomunitari. Accorpando i dati delle due indagini, si possono trarre le seguenti conclusioni:
1)
Le nostre iniziative hanno consentito la diagnosi precoce di n. 51 casi di diabete di tipo 2 ignorati su una popolazione complessiva di 2.107 soggetti pari al 2,42%. Il dato conferma ancora una volta che la malattia è molto più diffusa di quanto dicono i dati statistici più aggiornati.
2) È noto che la malattia ha una maggiore prevalenza in alcune etnie di extracomunitari (vedi ad esempio nelle popolazioni del Nord Africa: Marocco, Tunisia, Egitto) e dalle nostre indagini risulterebbe che i casi ignorati sono superiori rispetto ai cittadini italiani.
3) Le nostre iniziative sono valide e vanno proseguite a fianco delle indagini che i medici di medicina generale da alcuni anni stanno effettuando sui famigliari dei soggetti affetti da diabete (pertanto su popolazione a rischio) e che hanno portato all'individuazione di numerosi nuovi casi di malattia
. Prosegue pertanto una iniziativa di collaborazione già intrapresa lo scorso anno dalla nostra Associazione.


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