Il Diabete
LA TERAPIA CON IPOGLICEMIZZANTI ORALI
La cura del diabete mellito di tipo 2 si basa sempre sul controllo alimentare e su una corretta attività fisica, elementi che sono volti sinergicamente al controllo del peso ed alla riduzione dei livelli di glucosio nel sangue (glicemia). Quando tutto questo non basta si interviene con l'uso di farmaci (compresse)detti ipoglicemizzanti orali che diminuiscono la glicemia aumentando l'efficacia dell'insulina prodotta spontaneamente o aumentando la produzione pancreatica di insulina.
Le principali classi di ipoglicemizzanti orali sono:
Le Biguanidi- Metformina
La metformina è l'unica attualmente in uso. Non stimola la produzione di insulina ma agisce potenziando l'azione dell'insulina esistente, riducendo così le glicemie secondo due meccanismi:
1) riduzione della produzione epatica di glucosio (gluconeogenesi)
2) aumento della capacità del tessuto muscolare di captare e usare il glucosio in risposta all'insulina prodotta
Può essere assunta o prima, o durante, o dopo i pasti; può dare come effetto avverso disturbi intestinali (gonfiore, meteorismo,diarrea). Non provoca aumento di peso e né ipoglicemie.
Vedi tabella con nome commerciale del farmaco
Inibitori dell'alfa-glicosidasi - Acarbose.
L'alfa glicosidasi è un enzima intestinale che ha il compito di facilitare l'assorbimento dei carboidrati; questi farmaci ne rallentano l'azione aiutando l'organismo a ridurre il livello di glucosio nel sangue mediante il blocco della decomposizione degli amidi (pane, pasta e patate). Vanno assunti con il primo boccone di un pasto.
Possono dare come effetti avversi meteorismo, diarrea, nausea e dolori addominali che si manifestano spesso solo a inizio terapia. Vedi tabella con nome commerciale del farmaco
Tiazolidinedioni - Pioglitazone
I glitazoni si legano ad un recettore (PPAR gamma - recettore gamma attivato dal perossisoma proliferatore) che si trova soprattutto sugli adipociti e (in misura inferiore) nel fegato e nei muscoli scheletrici. Questa azione stimola la trascrizione dei geni che sono sensibili all'insulina e che regolano il metabolismo glucidico e lipidico. Ciò, a sua volta, amplifica gli effetti dell'insulina nel tessuto adiposo e nel muscolo scheletrico e perciò, teoricamente, può diminuire la resistenza all'insulina stessa. I glitazoni possono anche ridurre la produzione epatica di glucosio.
Ha un'azione insulino-sensibilizzante, ovvero migliora la risposta dei tessuto muscolare e epatico all'arrivo dell'insulina
Tra gli effetti collaterali del pioglitazione un aumento ponderale del peso corporeo. Vedi tabella con nome commerciale del farmaco
Le sulfaniluree.
Sono una famiglia di farmaci che stimolano le cellule beta del pancreas a produrre maggiori quantità di insulina. Agiscono indipendentemente dall'assunzione di cibo. Vengono utilizzate esclusivamente nel diabete tipo 2, quando le beta-cellule pancreatiche sono ancora in grado di produrre insulina. Ne esistono di
- prima generazione (carbutamide, tolbutamide): non più usate
- seconda generazione (glibenclamide, glipizide, glimepiride, gliclazide): durata d'azione e potenza maggiore, quindi è maggiore sia l'effetto terapeutico sia il rischio di ipoglicemia durante il trattamento
Vanno assunti 20 minuti prima dei pasti. Possono provocare, come effetto avverso, ipoglicemie e aumento ponderale.
Sono controindicate in caso di insufficienza renale o epatica. Vedi tabella con nome commerciale del farmaco
I Secretagoghi non sulfanilureici - RepaGlinide e NateGlinide
Stimolano le beta-cellule del pancreas a rilasciare maggiori quantità di insulina. Questa categoria di farmaci agisce con effetto più rapido delle sulfoniluree ed è possibile assumerle appena prima dei pasti. Come effetto secondario può provocare ipoglicemie ma meno severe e meno frequenti rispetto alle sulfaniluree; anche l'effetto sul peso è minore.
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Analoghi del Glucagone-like peptide-1 (GLP-1)
Exenatide (Byetta) e Liraglutide (Vyctoza).
E' una nuova classe di farmaci per il diabete mellito di tipo 2. Il GLP-1 è un ormone che appartiene alla famiglia delle Incretine che agisce sul pancreas regolando la produzione di insulina e glucagone, riducendo la glicemia in risposta ai pasti. Le incretine nel diabete mellito di tipo 2 sono dimezzate.
L'exenatide deriva da una proteina naturale (exendin-4) che ha le stesse caratteristiche del GLP-1 e che è stata inizialmente scoperta nella ghiandola salivare di una lucertola (Gila Monster) che vive nel deserto dell'Arizona. L'Exenetide viene somministrata con una iniezione sottocutanea due volte al giorno prima dei pasti ed è associata ad altri farmaci come la metformina o le sulfaniluree (glibenclamide, gliclazide,...).
La Liraglutide, analogo umano del GLP-1, ad azione long-acting, viene somministrata una volta sola al giorno. Un beneficio importante di questi farmaci è che riducono la velocità di svuotamento gastrico e agiscono sulla fame, riducendo così l'appetito con conseguente calo di peso. Gli effetti secondari più frequenti sono nausee e mal di testa. Si deve conservare in frigo come l'insulina. Vedi tabella con nome commerciale del farmaco
Inibitori del Dipeptidil-Peptidasi-4 (DPP-4)
Sitagliptin, Vildagliptin e Saxagliptin
Il DPP-4 è un enzima che inattiva le incretine GIP e GLP-1, ormoni intestinali che regolano l'attività di insulina e glucagone in risposta a cibo. Questi farmaci si legano al DPP-4 e impediscono la degradazione delle incretine che così rimangono attive più a lungo.
Si assumono per via orale, una o due volte al giorno in associazione a metformina o altra terapia.
Sono farmaci ben tollerati che presentano il vantaggio di non dare rischio di ipoglicemie e di favorire il controllo del peso.
Il sitagliptin può essere usato anche nel diabete di tipo 2 in terapia insulinica.
Gli effetti secondari sono rari e comprendono nausea e disturbi digestivi.
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