Il Diabete
Cos'è il MICROINFUSORE?
Uno strumento elettronico, alimentato a pile, delle dimensioni di un telefono cellulare, molto leggero (circa 100 gr); contiene una cartuccia che viene riempita con insulina ultra-rapida. Questa cartuccia ad un'estremità è a contatto con un pistone che permette l'erogazione del farmaco e dall'altra è collegata ad un tubicino (set d'infusione) che termina con un ago in teflon che va posizionato nel sottocute. Può essere indossato in diversi modi a seconda della preferenza: in cintura, al collo, in una fascia elastica legata al braccio o alla coscia.
Perché utilizzare il Microinfusore
Nella terapia del diabete mellito tipo 1 (e anche tipo 2 in terapia insulinica) diversi sono gli schemi possibili di terapia insulinica: la terapia quadri-iniettiva è quella che, come terapia convenzionale, meglio mima la fisiologica produzione pancreatica di insulina: si avvale della somministrazione di una insulina "lenta" prima di coricarsi (Lantus o Levemir o Humalogbasal) che permette di avere al risveglio delle glicemie accettabili ("effetto alba") e di coprire il fabbisogno basale della giornata, seppur in modo non ottimale, associata a somministrazioni di insulina rapida giornaliera prima dei pasti che fa fronte al picco glicemico post-prandiale.
La terapia con il microinfusore permette di ottimizzare i concetti sopra indicati: previa opportuna programmazione, lo strumento rilascia:
- una dose basale (PROFILO BASALE) suddivisa in piccole quantità di insulina somministrate in continuo nell'arco delle ventiquattro ore (continua);
- le dosi intermittenti in corrispondenza dei pasti/spuntini (BOLI).
Partendo dal presupposto che la risposta del corpo all'insulina è variabile nelle 24 ore, il Profilo basale viene programmato in modo tale da assecondare e soddisfare le diverse esigenze dei vari momenti della giornata, riducendo l'infusione d'insulina in alcuni momenti (es. notte) ed aumentandola in altri (es. alba).
Questa ottimizzazione consente non solo di ridurre le iperglicemie ma anche e soprattutto le ipoglicemie migliorando il compenso glicemico;
consente anche di ridurre le Unità di insulina somministrate nel corso della giornata.
Permette un migliore adattamento alle necessità di vita quotidiana mediante l'uso di più profili basali (in caso di attività lavorativa con turni, o in caso di stile di vita nettamente differente fra giorni feriali e festivi) o di profili basali temporanei (in caso di necessità di aumento o calo temporaneo dei fabbisogni insulinici: es. febbre, sindrome premestruale,
attività fisica…). In merito ai boli, invece, esistono diversi tipi di erogazione in base alla
velocità di erogazione dell'insulina che potrà essere scelta in funzione del tipo di pasto (es. pizza,pranzo di nozze, …).
Il sito d'inserzione va cambiato ogni volta (rotazione come per la terapia multi iniettiva) nell'ambito della stessa zona anatomica, solitamente addominale, contribuendo in tal modo a ridurre sia la variabilità di assorbimento dell'ormone, diversa nelle varie parti del corpo, sia l'accumulo di insulina in depositi sottocutanei.
Un grande vantaggio pratico del microinfusore, è quello di ridurre il numero di iniezioni (da diverse punture al giorno si passerà ad una sola ogni tre giorni, in occasione della sostituzione del set); rimane comunque fondamentale l'uso corretto dell'autocontrollo
glicemico domiciliare.
A chi è indicato l'uso del Microinfusore
a diabetici con alto rischio di ipoglicemia;
a diabetici che desiderano o necessitano ridurre il rischio di sovrainfusioni;
a diabetici con compenso non ottimale in terapia convenzionale;
a diabetici che per lavoro o scelta hanno continui cambiamenti degli orari;
a donne diabetiche gravide.
L'evoluzione dei Microinfusori
I primi infusori non erano certo micro (vedi a lato): erano voluminosi strumenti indossati sulle spalle come zaini. Difficile passare inosservati! Fortunatamente oggi le cose sono molto cambiate a partire della dimensionidegli strumenti che possono essere comodamente nascosti nei vestiti.
Alcuni infusori già in utilizzo nella nostra provincia posseggono un terminale/glucometro che comunica via bluetooth con l'infusore: questo permette di gestire lo strumento senza toccarlo direttamente permettendo una maggior comodità e privacy. Posseggono anche un calcolatore del bolo che, se programmato sulle caratteristiche personali della persona, suggerisce le unità di insulina tenendo conto dell'insulina ancora in circolo e della quantità di carboidrati assunti. Altri posseggono in memoria un dizionario alimentare indicante la quantità di carboidrati utile alla scelta del bolo. Lo strumento più evoluto è in grado di svolgere un doppio compito: somministrazione continua di insulina, ma anche monitoraggio costante della glicemia, grazie a un sensore sottocutaneo che trasmette in tempo reale all'apparecchio e mostra, su display, i valori misurati dai liquidi interstiziali (liquido presente fra cellula e cellula) a livello addominale. Secondo le raccomandazioni delle principali società scientifi che, i valori rilevati sui liquidi interstiziali non sono da considerare sostitutivi dei valori misurati su sangue: i pazienti che usano il sensore devono effettuare il consueto autocontrollo glicemico, indispensabile anche per calibrare il sensore e per ottenere rapidamente il dato glicemico in situazioni di emergenza. Altri strumenti sono ancora in fase di sperimentazione.
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