Il diabete mellito - cos'è - Associazione Diabetici della Provincia di Reggio Emilia

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IL DIABETE MELLITO – Cos’è?

è una malattia cronica caratterizzata da alti livelli di Glucosio nel sangue (glicemia) determinata:
o dall'insufficiente produzione di insulina da parte delle cellule beta del pancreas,
o da una resistenza da parte dei tessuti bersaglio all'azione dell'insulina,
o da una combinazione delle due precedenti condizioni.

L'insulina è un ormone prodotto dal pancreas, che permette al glucosio di uscire dal torrente circolatorio ed entrare nelle cellule per essere utilizzato per fornire energia: in tal modo l'insulina abbassa i livelli di glicemia.
Nel diabete mellito, se non controllato, si verifica un aumento della concentrazione di glucosio nel sangue che può venire eliminato parzialmente con le urine (glicosuria) e che nel tempo può determinare danni alle pareti delle arterie.
Viene classificato in base alla causa e alla presentazione clinica in almeno 4 forme:
Diabete Mellito di tipo 1

Diabete Mellito di tipo 2

Diabete Gestazionale

Diabete Secondario


CRITERI DIAGNOSTICI

Diagnosi di Diabete:

  • Quando un valore di glicemia casuale, cioè indipendentemente dal momento della giornata, risulta superiore o uguale 200 mg/dl ed è associato a sintomi di diabete (poliuria, polidipsia, perdita di peso inspiegabile).

  • Quando la glicemia a digiuno risulta superiore o uguale 126 mg/dl per almeno due volte (il digiuno è definito come mancata assunzione di cibo da almeno 8 ore).

  • Quando la glicemia due ore dopo il carico di glucosio (OGTT  75 g) risulta superiore o uguale 200 mg/dl.

  • Quando l’emoglobina glicata (HbA1c) risulta maggiore o uguale a 6,5%


Diagnosi di Alterata Glicemia a Digiuno (IFG): quando il valore della glicemia a digiuno è compreso tra i 100 e 125 mg/dl.


Diagnosi di Alterata Tolleranza al Glucosio (IGT): quando la glicemia due ore dopo il carico di glucosio è compresa tra 140 e 200 mg/dl.

L'alterata glicemia a digiuno e l'alterata tolleranza al glucosio sono situazioni chiamate comunemente di Pre-Diabete,
così come il riscontro di una emoglobina glicosilata (HbA1c) compresa tra 6,00 e 6,49%.

Diagnosi di diabete Gestazionale (approfondisci argomento)

Diabete mellito tipo 1

Era chiamato Diabete insulino-dipendente o immuno-mediato o ad esordio giovanile.
E' causato dalla distruzione totale o parziale delle cellule pancreatiche che producono insulina in seguito ad una reazione autoimmune. Per tale motivo la terapia farmacologica di questa malattia è esclusivamente insulinica.
Il diabete di tipo 1 esordisce in genere durante l'infanzia o l'adolescenza.
L'esordio è abbastanza improvviso ed i sintomi classici sono:



  •  poliuria (aumento del volume delle urine)

  •  polidipsia (aumento della sete) e secchezza delle fauci

  •  calo del peso e ritardo di crescita

  •  stanchezza importante, difficoltà di concentrazione

  •  fame costante

  •  infezioni ricorrenti

  •  vista appannata


Talvolta l'esordio clinico si manifesta alcuni giorni dopo una malattia infettiva (spesso una banale influenza) o dopo un intervento chirurgico.

L'iperglicemia (glicemia alta) non controllata può portare alla chetoacidosi (presenza di acetone nell'urina, odore di frutta matura nell'alito del paziente). La mancanza o la scarsità di insulina non consente al corpo di utilizzare gli zuccheri introdotti con l’alimentazione per cui l’organismo è costretto a produrre energia utilizzando il metabolismo dei grassi, il che comporta la produzione dei corpi chetonici. L’accumulo dei corpi chetonici può portare a conseguenze pericolose fino al coma. Questa grave forma di manifestazione si è ridotta negli ultimi anni grazie all'attività d'informazione ed all'ottimizzazione della terapia.

L'incidenza del diabete tipo 1 sta aumentando per ragioni non del tutto chiare; si presuppone che un ruolo chiave lo giochino i fattori di rischio. Fattori di rischio ambientali, l'aumento dell'età delle gestanti, alcuni fattori alimentari, l'esposizione ad infezioni virali possono dare l'avvio a reazioni autoimmunitarie o accelerare una distruzione beta-cellulare già iniziata.

Esiste una variante del diabete tipo 1 che si chiama LADA (Latent Autoimmune Diabetes of the Adult) in cui la malattia si sviluppa nell’arco di anni, comparendo in età adulta.


Diabete mellito tipo 2

Il diabete di tipo 2 è caratterizzato da insulino-resistenza e deficit relativo di insulina. Compare in genere dopo i 40 anni, ma talvolta anche prima, in soggetti spesso in sovrappeso e, ultimamente, anche in bambini che hanno scorretti stili di vita e vita sedentaria.

L'esordio è insidioso ed accompagnato da pochi sintomi, la diagnosi talvolta è posta casualmente dopo l'esecuzione di esami di routine, oppure quando già sono comparse delle complicanze secondarie al diabete.

Il DM tipo 2 è spesso, ma non sempre, associato a sovrappeso o obesità, che, anche da sola, può causare resistenza all'azione dell'insulina portando a livelli di glicemia alterati.
E' una patologia in cui la familiarità è un fattore molto importante anche se non sono stati ancora individuati i geni responsabili. Sono però stati identificati molteplici fattori di rischio nello sviluppo del DM tipo 2:


  • obesità, dieta e sedentarietà

  • età in aumento

  • insulino-resistenza

  • storia familiare di diabete

  • etnia


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L'aumentata prevalenza del diabete tipo 2 è pertanto associato a rapidi cambiamenti culturali e sociali, all'invecchiamento della popolazione, all'aumento dell'urbanizzazione, a cambiamenti della dieta, all'aumento della sedentarietà.


Diabete Gestazionale

Il Diabete Gestazionale (GDM) è una forma di intolleranza al glucosio a vari gradi di severità che esordisce durante la gravidanza; va solitamente in remissione al termine della gravidanza anche se in alcuni casi può persistere. Elevati livelli di glicemia in gravidanza determinano un rischio di complicanze nel feto quali macrosomia (aumento delle dimensioni), trauma alla nascita, ipoglicemia.

Il GDM, nella donna, si associa ad aumentato rischio di sviluppare negli anni successivi un DM tipo 2 mentre nel bambino ad aumentato rischio di obesità ed alterazioni del metabolismo glucidico durante l'infanzia e la vita adulta.

Fondamentali, anche nel trattamento del GDM, sono lo stile di vita e la dieta che spesso sono sufficienti per il controllo della malattia anche se a volte è necessario un trattamento farmacologico insulinico (terapia più sicura e l'unica indicata in tale occasione).

CRITERI DIAGNOSITICI

I criteri per effettuare la diagnosi sono:

  • Quando il valore della glicemia a digiuno è compreso tra i 92 e 125 mg/dl.

  • Quando a seguito di una curva da carico OGTT 75g di glucosio (da effettuare tra la 24° e la 28° settimana di gestazione) il valore della glicemia a 1 ora è superiore o uguale a 180 mg/dl o a 2 ore è superiore o uguale a 153 mg/dl.


In presenza di un alto rischio, invece, è necessario eseguire il test il tra la 16° e la 18° settimana di gestazione.

A distanza di 8- 12 settimane dal parto (entro 6 mesi) è opportuno effettuare in tutte le donne con diabete gestazionale una nuova valutazione del grado di tolleranza glucidica, mediante un nuovo test con carico orale di glucosio (OGTT 75g).

Diabete secondario
Insorge come conseguenza di patologie che alterano la secrezione insulinica (es. pancreatite cronica o pancreasectomia) o l’azione insulinica (es. acromegalia; ipercortisolismo, cirrosi epatica ecc...) o dipende dall’uso cronico di farmaci (es. steroidi o altri farmaci) o dall’esposizione a sostanze chimiche.

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